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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.

Alle tre del pomeriggio, sotto il sole cocente, Filini cominciò a sentire le sirene come Ulisse. Fantozzi, invece, si mantenne fedele al suo stile: allucinazioni a sfondo mistico.

Questa “angosciante” descrizione estrapolata dal primo film della saga dedicata al Rag. Ugo Fantozzi e interpretata da Paolo Villaggio, ci introduce nel mondo delle esperienze sensoriali che sembrano naturali ma che, invece, sono create dalla mente.

Quando si tratta di allucinazioni siamo passivi e inermi. Esse ci accadono in modo autonomo: appaiono e scompaiono quando vogliono loro, e non quando vogliamo noi.” (Oliver Sacks)

Iniziamo a capire qualcosa di più, sulle allucinazioni

Le allucinazioni (il cui termine deriva dal latino “allucinari” e dal Greco “Aluo”), sono manifestazioni sensoriali che appaiono del tutto naturali ma che, invece, in assenza di stimoli percettivi, sono interamente create dalla nostra mente.

A differenza dei deliri (che si basano su valutazioni anche assurde di elementi riscontrabili nell’ambiente circostante), le allucinazioni determinano la percezione di fattori che non esistono nell’ambiente esterno. 

Tipi di allucinazioni sensoriali

  • Allucinazioni uditive (il sentire voci o suoni non emessi da alcuna fonte)
  • Allucinazioni visive (il vedere oggetti, persone o luci che, di fatto, non sono presenti)
  • Allucinazioni olfattive (il percepire odori che non provengono da alcun elemento fisico).
  • Allucinazioni gustative (la convinzione di assaporare qualcosa quando non si ha nulla in bocca)
  • Allucinazioni tattili (il percepire sulla pelle sensazioni non reali come, ad esempio, il tocco di qualcuno o la presenza di insetti che camminano)

Come abbiamo osservato, possono coinvolgere tutti e cinque i sensi ma, le più frequenti, sono quelle uditive e visive.

I sintomi delle allucinazioni, prevedono il coinvolgimento sensoriale (mediante la sperimentazione di immagini, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili non presenti), emotivo (con paura, ansia o disagio causati dall’esperienza allucinatoria), cognitivo (per via della condizionamento nella concentrazione o nello svolgimento delle attività quotidiane dovute a disturbi sensoriali).

Le allucinazioni, per esser considerate tali, devono essere prodotte da un sensorio integro e all’interno di un contesto di veglia. Le alterazioni percettive che si determinano, ad esempio, durante l’addormentamento (ipnagogiche) o durante il risveglio (ipnopompiche) vengono considerate come appartenenti alla gamma delle esperienze fisiologiche.

Il pensiero disorganizzato

Il pensiero disorganizzato o “disturbo formale del pensiero” rappresenta la manifestazione di una confusione di idee che viene trasmessa mediante la comunicazione verbale.

Il disturbo, quindi, viene riconosciuto (e dedotto) ascoltando l’individuo, che può passare (per esempio) da un argomento all’altro (in questo caso, prende il nome di deragliamento o allentamento dei nessi associativi)

Le risposte alle domande possono essere correlate (alla domanda stessa) in maniera marginale., oppure non correlate affatto (e prende il nome di tangenzialità).

A volte l’eloquio può essere così gravemente disorganizzato, da essere quasi incomprensibile, avvicinandosi ad una sorta di disorganizzazione linguistica (e prende il nome di incoerenza, o insalata di parole)

Una disorganizzazione lieve dell’eloquio è abbastanza frequente e, quindi, non può essere specifica del riconoscimento del pensiero disorganizzato.

Quindi, per poter parlare di “Pensiero Disorganizzato”, i sintomi devono essere sufficientemente gravi da compromettere in maniera consistente la comunicazione efficace.

Per poter avere un quadro completo della personalità psicotica, mancano ancora da analizzare, il comportamento motorio grossolanamente disorganizzato o anormale (compresa la catatonia) e i cosiddetti sintomi negativi.

Saranno l’argomento della prossima puntata

Un sogno non è considerato un’allucinazione, ma se ci si crede, l’effetto potrebbe essere lo stesso. Se Dio non esiste, ma tu hai l’impressione di sentire la voce di Dio, cosa cambia? (John Nash)

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale ci occuperemo del comportamento motorio grossolanamente disorganizzato e dei sintomi negativi.

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi, offerti con una delicata base musicale.

Buona “degustazione”

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